La linea del colore : Il grand tour di Lafanu Brown

Quanti di noi scendendo oggi da un treno a Roma Termini ricordano i Cinquecento cui è dedicata la piazza antistante la stazione? È il febbraio del 1887 quando in Italia giunge la notizia: a Dògali, in Eritrea, cinquecento soldati italiani sono stati uccisi dalle truppe etiopi che cercano di contrast...

Descripción completa

Guardado en:
Detalles Bibliográficos
Autor Principal: Scego, Igiaba
Formato: Libro
Lenguaje:Italian
Publicado: Firenze : Milano, Giunti, Bompiani ; 2022
Series:Narratori italiani
Materias:
LEADER 02515nam a2200229 a 4500
001 311359.9.f
003 arsfunl
008 200806s2022 ITA 000 0 ita d
020 # # |a 9788830101418 
040 # # |a HAQ  |d Visado  |d HAQ 
080 # # |a 82 
082 0 # |a 853.9 
100 1 # |a Scego, Igiaba 
245 1 3 |a La linea del colore :  |b Il grand tour di Lafanu Brown  |c Igiaba Scego 
260 # # |a Firenze :  |a Milano,  |b Giunti,  |b Bompiani ;  |c 2022 
300 # # |a 367 p.  |b fot.  |c 21 cm. 
490 0 # |a Narratori italiani 
520 1 # |a Quanti di noi scendendo oggi da un treno a Roma Termini ricordano i Cinquecento cui è dedicata la piazza antistante la stazione? È il febbraio del 1887 quando in Italia giunge la notizia: a Dògali, in Eritrea, cinquecento soldati italiani sono stati uccisi dalle truppe etiopi che cercano di contrastarne le mire coloniali. Un’ondata di sdegno invade la città. In quel momento Lafanu Brown sta rientrando dalla sua passeggiata: è una pittrice americana da anni cittadina di Roma e la sua pelle è nera. Su di lei si riversa la rabbia della folla, finché un uomo la porta in salvo. È a lui che Lafanu decide di raccontarsi: la nascita in una tribù indiana Chippewa, lo straniero dalla pelle scurissima che amò sua madre e scomparve, la donna che le permise di studiare ma la considerò un’ingrata, l’abolizionismo e la violenza, l’incontro con la sua mentore Lizzie Manson, fino alla grande scelta di salire su un piroscafo diretta verso l’Europa, in un Grand Tour alla ricerca della bellezza e dell’indipendenza. Nella figura di Lafanu si uniscono le vite di due donne afrodiscendenti realmente esistite: la scultrice Edmonia Lewis e l’ostetrica e attivista Sarah Parker Remond, giunte in Italia dagli Stati Uniti dove fino alla guerra civile i neri non erano nemmeno considerati cittadini. A Lafanu si affianca Leila, ragazza di oggi, che tesse fili tra il passato e il destino suo e delle cugine rimaste in Africa e studia il tòpos dello schiavo nero incatenato presente in tante opere d’arte. Igiaba Scego scrive in queste pagine un romanzo di formazione dalle tonalità ottocentesche nel quale innesta vivide schegge di testimonianza sul presente, e ci racconta di un mondo nel quale almeno sulla carta tutti erano liberi di viaggiare: perché fare memoria della storia è sempre il primo passo verso il futuro che vogliamo costruire. 
586 # # |a Vincitore Premio Napoli 2020 
650 # 7 |a Literatura italiana  |2 vffyl 
653 0 # |a Novela italiana 
090 |a 853.9  |b S532  |i 10009346  |u 9